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La posa flottante

Quando un prodotto d’eccellenza incontra la giusta posa e la professionalità di un tecnico qualificato, nasce la combinazione perfetta per un risultato salubre e realizzato a regola d’arte.

Sebbene il panorama attuale sia molto vario quanto a tecniche di posa, per i nostri pavimenti suggeriamo il sistema flottante, ossia l’unico in sintonia con la nostra filosofia di salubrità e con i dettami della bioedilizia, reso possibile dalla nostra esclusiva struttura Triplostrato®.

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La posa secondo Fiemme Tremila

La posa flottante

Oltre a prevedere un semplice appoggio delle tavole sul piano di posa, senza utilizzo di colle e altri materiali potenzialmente nocivi, ogni plancia si lega alle altre con un meccanismo ad incastro, maschio-femmina, assicurato tramite l’uso di un collante vinilico certificato che non emette VOC nocivi né formaldeide. Tra le tavole e il massetto, perfettamente asciutto e planare, viene steso un sottile strato di materiale isolante, detto materassino, che limita la risalita dell’umidità, attenua i rumori e minimizza i difetti di posa.
Grazie alla loro struttura Triplostrato® e alle notevoli dimensioni, le tavole Fiemme Tremila sono molto stabili e particolarmente adatte a questo sistema che garantisce una serie di importanti vantaggi.

Per un lavoro a regola d’arte

La posa in opera rappresenta uno dei passaggi più delicati del nostro lavoro. Per questo il ruolo dei tecnici posatori è fondamentale e tutti i nostri specialisti vengono formati con corsi periodici di aggiornamento.

I vantaggi

I vantaggi della posa flottante

Libertà dal masetto

Il pavimento è libero dal massetto, non è perciò necessario realizzare dei giunti dove ci sono quelli del massetto.

100% naturale

Le tavole vengono incastrate tra loro con un sottile strato di colla vinilica applicata negli incastri: il legno rimane pulito e 100% naturale.

Facilità nelle riparazioni

È possibile riparare eventuali aree o tavole danneggiate in modo semplice e veloce, senza dover incidere sul massetto.

Solo colle naturali

Non si usano colle tossiche sotto il pavimento (importante soprattutto in caso di massetti radianti).

Minor deterioramento

Il pavimento si consuma più lentamente, essendo ammortizzato dal materassino.

In caso di smantellamento del pavimento

Non si coinvolge il sottofondo: vengono così evitati costi importanti e disagi.

Minor inquinamento

La tavola smantellata può essere smaltita come normale legname e non costituisce “rifiuto speciale” essendo priva di collanti chimici nocivi.

Gli altri tipi di posa

Nonostante consigliamo la posa flottante per i nostri pavimenti, possiamo prevedere, a richiesta, anche quella incollata o inchiodata al massetto. Per quest’ultimo tipo di posa proponiamo tavole di spessore 21 mm.

La posa incollata

Si tratta del metodo di posa ancora oggi più diffuso, nonostante non sia sicuramente la scelta più attenta alla salubrità dell’ambiente domestico. In questo caso infatti le tavole vengono incollate sia fra loro che al supporto di fondo - generalmente in cemento - che è necessario sia particolarmente asciutto e ben livellato.
Lo svantaggio principale di questo sistema è che richiede l’uso di grandi quantitativi di collanti (in media da 1,2 a 1,5 kg/m2) non esenti da emissioni nocive per la salute, in forma più o meno ridotta.

La posa inchiodata o inchiodata su magatelli

La chiodatura è senz’altro il sistema più antico per posare il pavimento in legno. Occorre un sottofondo sul quale i chiodi possano fare presa, ad esempio uno strato di legno applicato al massetto, o listelli distanziati e disposti trasversalmente (magatelli) fissati o annegati nel cemento. Il calpestio produce un effetto cassa armonica accompagnato da scricchiolii che evocano le pavimentazioni storiche, particolare che può affascinare, ma anche risultare molto fastidioso.
Si tratta sicuramente di un tipo di posa salubre, ma ha i suoi svantaggi: principalmente il fatto che lo spessore richiesto dai travetti più il pavimento è di qualche centimetro, spesso non disponibile, specialmente in caso di ristrutturazioni.

Riscaldamento a pavimento

Posa su massetti riscaldati

Le moderne tecnologie di costruzione dei sistemi di riscaldamento a pavimento favoriscono l’utilizzo del legno come pavimentazione.
I risultati di un recente progetto di ricerca e sperimentazione sviluppato da Fiemme Tremila in collaborazione con aziende leader del settore, tra cui Eurotherm, dimostrano la perfetta compatibilità tra i sistemi di riscaldamento a pavimento e i pavimenti Fiemme Tremila. Importante è valutare l’impianto e il rivestimento in legno più adatti in funzione delle condizioni in cui vengono installati. Ovviamente, tanto più virtuose sono le scelte progettuali con le quali vengono realizzate le abitazioni, tanto migliori saranno i risultati in termini di risparmio energetico.

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Sistema Zeromax di Eurotherm

Mettere in funzione l’impianto di riscaldamento almeno 14 giorni prima della posa in opera del pavimento Fiemme Tremila. Aumentare gradualmente la temperatura dell’impianto, fino a raggiungere la massima 5 giorni prima della posa. Nei 2 giorni precedenti la posa mantenere una temperatura normale (min. 15°C).

Non deve superare i 29°C, come previsto dalla UNI EN 1264. È il limite più importante per la stabilità e il comfort del legno.

La posa flottante, abbinata a un materassino certificato per impianti radianti e con bassa resistenza termica (R ≤ 0,15 m²K/W), rappresenta generalmente la soluzione preferibile perché:
ottimizza la resa dell’impianto garantendo un’elevata trasmissione del calore e una stratigrafia omogenea;
compensa in modo più efficace le variazioni termo-igrometriche, riducendo le sollecitazioni sul legno e, di conseguenza, la possibilità di microfessurazioni tra le doghe;
esclude l’impiego di adesivi chimici, contribuendo a un ambiente interno più sano e coerente con la filosofia di salubrità Fiemme Tremila.

Durante il periodo invernale, con l’impianto radiante in funzione, l’ambiente tende a seccarsi e il legno può ritirarsi generando piccole fessurazioni fisiologiche.
Per mantenere la stabilità dimensionale del pavimento è consigliabile stabilizzare l’umidità relativa degli ambienti tra il 35% e il 65%, valori che contribuiscono non solo al corretto comportamento del legno, ma anche al benessere abitativo complessivo.

A titolo indicativo, per ottenere una migliore uniformità termica e una risposta più rapida del sistema radiante, è consigliabile adottare interassi contenuti, tipicamente intorno ai 10 cm.

Il valore di umidità residua ammesso dipende dal tipo di massetto e deve essere sempre verificato nella scheda tecnica del produttore. A titolo indicativo, per i massetti cementizi realizzati secondo le tecniche tradizionali, si considerano idonei alla posa del parquet valori di umidità residua:
• ≤ 2,0% senza ciclo di riscaldamento avviato
• ≤ 1,7% dopo l’esecuzione completa del ciclo di avviamento dell’impianto radiante.
• Per altre tipologie di massetto (autolivellanti, anidrite, rapidi, ecc.) fanno fede esclusivamente i limiti dichiarati dal produttore.

Valori superiori a quelli ammessi compromettono la stabilità del pavimento e possono generare rigonfiamenti, distacchi o deformazioni del legno.

Avvertenze pre posa

Per una posa ottimale è necessario preparare l'ambiente in modo adeguato e partire da un ottimo massetto.
Prima che i tecnici inizino la posa del vostro pavimento, verificate:
- che gli ambienti siano stati liberati e puliti da ogni residuo di cantiere;
- che le finestre e porte esterne siano tutte installate e l'edificio sia isolato dagli agenti esterni;
- che le opere di pittura e tinteggiatura siano concluse, in modo da evitare che l'umidità rilasciata possa rovinare il pavimento;
- lo stato generale del cantiere e che tutti gli impianti (elettrici, idraulici, ecc.) siano installati e completi;
- lo stato del massetto.

Il massetto cementizio può essere composto di diversi materiali. A seconda del tipo di materia e del suo spessore, varia il tempo necessario per il suo adeguato indurimento e la corretta essiccazione. Il massetto deve raggiungere infatti l'equilibrio igrometrico, che corrisponde a una determinata percentuale di umidità residua in relazione alle condizioni ambientali. Prima della posa è necessario quindi che il massetto “stagioni”, perda cioè l'importante contenuto di acqua iniziale che ne determina un certo ritiro: se questi movimenti avvenissero dopo la posa, potrebbero causare danni al pavimento. La posa in opera è consentita anche quando il massetto non ha raggiunto il perfetto punto d’equilibrio solo se il grado di umidità residua è inferiore o uguale al 2% - il contenuto di umidità del massetto si misura in percentuale e rappresenta in peso la quantità di acqua presente rispetto al peso del massetto perfettamente essiccato – e se non c'è rischio di umidità di condensazione, di infiltrazioni o risalite per capillarità.
La misurazione dell'umidità dei massetti si realizza con gli apposti igrometri. Per una misura di massima preliminare si possono usare igrometri elettrici o capacitativi, ma per ottenere una misura davvero corretta verificate che venga utilizzato un igrometro a carburo, il cui uso richiede attenzione maggiore.

Il piano di posa di un pavimento, che si tratti di massetto cementizio o di altra soluzione (come pavimenti preesistenti), deve essere geometricamente preciso e asciutto. Si devono quindi controllare:
Planarità: l'uniformità e regolarità della superficie (da misurare con staggia di 2 m, deve avere una freccia inferiore a ± 3 mm)
Orizzontalità: non sono ammesse pendenze che si discostino dalla pendenza di progetto per oltre il 2%;
Quota: la congruenza del livello del piano di posa con il livello di eventuali pavimenti adiacenti, tenuto conto dello spessore finito del pavimento da posare. In alcuni casi eventuali difetti possono essere corretti utilizzando prodotti livellanti o rasanti.
Umidità: da verificare con apposito strumento, inferiore al 2% o al valore indicato nella scheda tecnica del massetto.

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